Alla scoperta del nuovo Esame

Prima prova modificata, seconda mista, terza abolita così come la tesina. Invalsi, alternanza scuola-lavoro, cittadinanza e costituzione al colloquio orale… quali modifiche sono state effettivamente apportate all’esame di stato?

Per rispondere alle innumerevoli domande degli studenti lunedì 25 febbraio si è tenuto un seminario di formazione presso il Grand Hotel di Montesilvano, al quale hanno partecipato docenti, ragazzi e rappresentanti di Consulta studentesca. Grazie all’intervento di Antonella Tozza (Direttore Generale USR Abruzzo), Carmela Palumbo (Capo Dipartimento Istruzione MIUR), Amanda Ferrario (Uffici di Diretta Collaborazione del Ministro dell’Istruzione) e Diana Saccardo (Dirigente Tecnico MIUR), in mattinata si è chiarito ogni singolo aspetto della nuova maturità, che sembrava aver lasciato fin troppi dubbi in sospeso.

Requisiti per l’ammissione

Due sono le condizioni necessarie affinché si venga ammessi all’Esame di Stato. Innanzitutto quella della frequenza scolastica, sostanzialmente rimasta invariata rispetto agli anni precedenti: le ore di presenza a lezione devono essere almeno i tre quarti del monte ore complessivo. In secondo luogo il profitto: avere almeno la sufficienza in tutte le materie è fondamentale per l’ammissione agli esami. Ma la novità di quest’anno consiste nella possibilità di permettere anche ad uno studente che abbia una sola insufficienza di sostenere gli esami, a discrezione però del collegio docenti. Lo svolgimento delle prove invalsi e delle ore complessive di alternanza scuola-lavoro non sono vincolanti ai fini dell’ammissione.

Conversione dei crediti

Il criterio che si è utilizzato nell’assegnazione dei punti di ogni prova scritta e dei crediti è in realtà noto già da un paio d’anni: l’obbiettivo è quello di dare più peso al percorso svolto nell’intero quinquennio dallo studente, piuttosto che all’esame in sé. Quindi 20 punti per ogni prova d’esame (le due scritte e il colloquio orale) e 40 punti in totale per i crediti scolastici. Questo implica una ripartizione del punteggio più congrua e un vantaggio per una semplice ragione: il lavoro fatto negli anni precedenti verrà riconosciuto ed eventualmente premiato.

Prima prova scritta

L’intento del MIUR, con i cambiamenti apportati alla prima prova, è quello di valorizzare la competenza di comprensione di testi, sia letterari che non. Si è riscontrato, infatti, che la maggior parte degli studenti che trova difficoltà con i quesiti di matematica non è che non sappia come farli, ma semplicemente non riesce a comprendere il testo del problema. Quindi è evidente come ci siano delle grandi lacune da colmare ed essere in grado di affrontare una prova di italiano in modo dignitoso vuol dire soprattutto acquisire competenze di comprensione, analisi e sintesi di un testo. Il saggio breve, invece, era troppo complesso e così ricco di documenti che lo studente finiva per fare un banale riassunto di questi ultimi. E per questo motivo è stato sostituito con il testo espositivo-argomentativo, che verrà sicuramente richiesto poi anche all’università. In merito alla decisione di abolire il tema storico dalla seconda prova: la storia non è affatto scomparsa. Ma la prima prova ha lo scopo di verificare la padronanza della lingua italiana, quindi non può prescindere da questo e privilegiare alcune materie piuttosto che altre. Perciò le tracce toccheranno tutti gli ambiti del sapere, da quello storico a quello scientifico.

Seconda prova scritta

La doppia disciplina nella seconda prova (matematica-fisica nel caso del liceo scientifico) ha lo scopo di integrare le materie caratterizzanti l’indirizzo e permettere allo studente di cogliere i collegamenti esistenti tra di esse. È anche una conseguenza dell’abolizione della terza prova, che non era omogenea e quindi ha reso necessaria questa integrazione per non escludere dalle prove scritte almeno le materie principali dell’indirizzo. Alcuni potrebbero obiettare sostenendo che anche scienze è fondamentale per il liceo scientifico. Tuttavia solo le classi delle scienze applicate potrebbero avere avuto scienze come disciplina della seconda prova scritta, a differenza del tradizionale che ha come uniche opzioni matematica e fisica. Per questo motivo, almeno per quest’anno, si è scelto di rendere la prova omogenea per i licei scientifici di qualsiasi indirizzo e quindi si sono privilegiate le due materie comuni a tutti. Questo non vuol dire, pertanto, che scienze sia meno importante di matematica e fisica.

Colloquio orale

Fino all’anno scorso il colloquio orale contava molto: il punteggio massimo era quello di 30 punti, rispetto ai 25 totali dei crediti. Fondamentalmente era in quel momento che si decideva il voto finale dell’esame, il resto contava molto poco. Lo studente rispondeva a varie domande passando da un professore all’altro e il tutto si risolveva in una sommatoria di interrogazioni, evidentemente troppo nozionistica e che non permetteva di evidenziare le capacità del candidato. Adesso, invece, l’ultima prova ha lo stesso peso delle altre e peso minore dei crediti. Il colloquio inizierà con la scelta da parte dello studente di una delle tre buste chiuse proposte dalla commissione, ciascuna contenente del materiale. È importante sottolineare che nella busta non ci sarà la domanda o l’argomento specifico, ma solo degli spunti per poter iniziare il colloquio e personalizzarlo al meglio nei collegamenti con le varie materie. Probabilmente il contenuto delle buste riguarderà le discipline caratterizzanti l’indirizzo, ma non solo.

Cittadinanza e costituzione ed Alternanza Scuola-Lavoro

Per quanto riguarda il percorso di cittadinanza e costituzione, va specificato che segue lo stesso criterio delle altre materie: qualsiasi domanda venga posta al colloquio orale deve riguardare necessariamente argomenti che sono stati svolti durante l’anno, motivo per cui è di fondamentale importanza il documento del 15 maggio. Quest’ultimo racchiude i programmi svolti nelle varie materie; qualsiasi esperienza fatta nell’ambito dell’alternanza scuola-lavoro o di cittadinanza e costituzione deve comparire nel documento per poter poi essere inclusa nell’esame. L’alternanza scuola-lavoro costituirà l’argomento d’inizio del colloquio orale, con la presentazione di un video, PowerPoint o qualsiasi altro tipo di lavoro da parte del candidato. I tempi vengono scelti dalla commissione.

Soraya Rajabi

V Bsa

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