Con gli occhi bendati a caccia di likes

“Per favore, non fatevi male con questa Bird Box Challenge”: così tuona il tweet del 2 gennaio 2019 dell’account statunitense di Netflix, nota piattaforma online per lo streaming di film e serie TV. Il riferimento è alla nuova “moda” spopolata sui social dopo l’uscita (il 21 dicembre 2019) del film Bird Box, prodotto e distribuito proprio da Netflix,che ha avuto un discreto successo tra gli utenti, raggiungendo oltre 80 milioni di visualizzazioni. Il film, ambientato in un futuro post apocalittico, vede come protagonista l’attrice Sandra Bullok, nelle vesti della cinica pittrice Malorie Hayes, che è in attesa di un bambino. Un giorno, prima di recarsi in ospedale assieme alla sorella Jessica a fare un’ecografia, Malorie sente al telegiornale la notizia di un’epidemia di morti insolite e suicidi di massa che sta dilagando in diverse parti del mondo. Di ritorno dall’ospedale, Malorie e Jessica trovano le strade affollate di persone che scappano, cercando disperatamente di mettersi in salvo: in molti, infatti, hanno iniziato a mostrare i sintomi di questa epidemia anche nella loro città.

È l’inizio della fine: tutti i sopravvissuti saranno ora costretti ad indossare delle bende sugli occhi ogni volta dovessero essere esposti alla vista dell’ “entità” che li indurrebbe instantemente al suicidio. Quando sono in esplorazione delle case abbandonate in cerca di viveri, quando guidano l’automobile, quando remano una barca rincorrendo l’unica speranza di salvarsi rimasta: il divieto di togliersi le bende è assoluto, nonostante le non poche difficoltà che questo comporta nello svolgere un qualsiasi tipo di attività. Ed è proprio su questo “principio” che si basa la sfida omonima ispirata al film: la challenge, infatti, consiste nel provare il brivido di vagare o fare qualcosa in particolare (come truccarsi, cucinare o addirittura guidare) con gli occhi rigorosamente bendati. Alcuni hanno persino provato a vivere bendati per ventiquattro ore. Come ogni challenge che si rispetti, il tutto viene filmato e poi pubblicato e condiviso sui social network: è così che, a pochi giorni dall’uscita del film, il fenomeno è diventato virale. A spingere Netflix ad intervenire direttamente per tentare di darle un freno è stato il fatto che si tratti di una sfida non esattamente innocua. Infatti, i rischi in cui si incorre nel fare determinate cose – come guidare, appunto – senza poter vedere non sono da sottovalutare, come, invece, sembrano fare gli “sfidanti”.   Ma vale davvero la pena rischiare la vita per una manciata di likes?

CHIARA DELLI ROCILI 5°Bsa

You may also like...