Giovani a difesa dell’ambiente

“Hot but not sexy”,”There’s no planet B”,”Change the system, not the weather”. Questi solo alcuni dei numerosissimi cartelloni mostrati nel corteo per i cambiamenti climatici dello scorso 15 marzo. I ragazzi del Liceo Scientifico Galileo Galilei di Pescara sono partiti in gran numero dalla sede di via Vespucci alle 9.00 circa, per arrivare in Piazza Italia in poco meno di mezz’ora. Sulla riviera, mentre gli studenti dell’ITIS A.Volta si impegnavano nella raccolta dei rifiuti sulla spiaggia, il sindaco Marco Alessandrini ha incontrato i ragazzi del Galilei e li ha condotti fino al municipio. Durante il tragitto, i cittadini pescaresi in strada si sono mostrati contenti di vedere così tanti giovani impegnati nella lotta all’inquinamento, tanto che una signora, affacciata alla finestra, ha esternato la sua gioia con un applauso. Per una volta dunque, le generazioni di adulti sembravano essere soddisfatte e orgogliose degli adolescenti odierni. Alle 9.30, in piazza Italia, erano presenti studenti da tutti i licei e istituti superiori della città, ma sono stati pochi gli studenti universitari in sciopero. Il corteo è iniziato con gli interventi dei ragazzi al megafono che, uno alla volta, hanno esposto con forza e decisione la situazione dell’inquinamento globale. Molte le mascherine  e gli striscioni, tra i quali il provocatorio “Se il clima fosse una banca lo avrebbero già salvato”. Più tardi, la manifestazione si è spostata davanti all’ingresso del comune, ed è rimasta lì fino alla  fine. A questo punto, anche diversi dipendenti comunali ed altri adulti si sono uniti nella protesta, formulando richieste dirette al sindaco: è una professoressa delle superiori a chiedere la raccolta differenziata nelle scuole che, stranamente, è ancora mancante negli Istituti.  Il messaggio che deve passare da questi eventi e dall’impegno mediatico di enti e personaggi, come la ormai famosa Greta Thumberg, è che se è vero che c’è davvero poco tempo per riprendere n mano la situazione climatica, è anche vero che non è ancora una battaglia persa, alla quale possiamo sottrarci. Certo, oramai viviamo in una realtà nella quale abbandonare completamente l’uso delle plastiche, ad esempio, è quasi impossibile, ma se ci soffermiamo un attimo a pensare a quanti rifiuti in meno potremmo produrre, cambiando un minimo le nostre scelte al supermercato, ci renderemmo conto di quanto possiamo realmente fare.

ALESSIO PERROTTI

III BSA

You may also like...