Il miracolo del 5 G

Il 5G può essere una delle più importanti rivoluzioni tecnologiche della prima metà del ventunesimo secolo. Sembra che farà da apripista a un’era in cui gli smartphone e altri dispositivi (veicoli, velivoli, allarmi eccetera) avranno la possibilità di interconnettersi ad alta velocità e bassa latenza. Il 5G possiede principalmente due caratteristiche fondamentali, un’altissima banda e un valore di latenza basso, in pratica milioni di dispositivi si possono interconnettere “comunicando” tra loro in tempo reale, avendo un tempo di risposta (latenza) quasi assente. Questa tecnologia si appoggia su onde radio ad altissima frequenza: esse possono variare dai 5 GHz fino ai 300 GHz con il risultato che la velocità aumenta in modo esponenziale a discapito della propagazione, con più difficoltà a penetrare attraverso ostacoli. Per questo motivo sono strategici sia la posizione sia il numero delle antenne che comporranno l’infrastruttura. Per quanto riguarda la sua velocità l’evoluzione rispetto al 4G è netta e inequivocabile, nonostante il 5G non sia soltanto un’evoluzione della rapidità del trasferimento dati. In valori si prevede una capacità di trasferire 1 Gbps di valore di picco su una singola cella LTE a 20 Gbps in downstream e 10 Gbps in upstream con valori “reali” di almeno 100 Mbps in down e 50 Mbps in up. La “forza” del 5G si trova però nella capacità di supportare queste velocità per un numero di dispositivi elevato fino a un milione per ogni chilometro quadrato. Infine la latenza, visto che deve rimanere sotto i 4 ms (mentre il 4G raggiungeva dai 70 ai 100 ms), si spinge fin a 1 ms con l’URLLC (ultra-realiable low latency communications); gli operatori inoltre dispongono di 100 MHz di frequenza scalando fino a 1 GHz. Il 5G rappresenta dunque la chiave d’ingresso per una esplosione di progetti che, ancora per poco, si trovano in fase di sviluppo, come ad esempio le Smart Cities, automobili autonome o smart cities. In Italia è programmato l’inserimento di questa nuova tecnologia nel triennio 2020-2022 fino al completo consolidamento entro il 2025. E verrà sfruttato su tre bande di frequenze: ssia 694-790 MHz, 3600-3800 MHz, e 26,5-27,5 GHz. La banda non è altro che la sezione dello spettro elettromagnetico utilizzata per la trasmissione di dati e informazioni.

  • Banda 700 o nobile: è quella che può penetrare con più efficacia all’interno di barriere come muri e soffitti e raggiungere dispositivi in abitazioni, uffici, centri commerciali, aeroporto, porti, stazioni, rete ferroviaria e autostradale e quant’altro. Questa banda è stata assicurata da TIM, Vodafone e Iliad. Queste frequenze sono occupate dalle trasmissioni del digitale terrestre e saranno liberate entro il 2022 con uno switch-off graduale.
  • Banda intermedia: s riferisce alla frequenza che va dai 3600 ai 3800 MHz, essa è sfruttata per coperture macro-cellulari in ambienti molto abitati.
  • Onde millimetriche: l banda 26,5-27,5 GHz è conosciuta come quella delle onde millimetriche perché le lunghezze d’onda vanno proprio da 1 a 10 mm. Essa è caratterizzata da una portata molto più bassa e non è in grado di penetrare attraverso barriere, può però reggere una velocità di trasferimento anche superiore alla fibra ottica con una bassissima latenza.

Remo Toffoli III Bsa

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