Un sabato sera differente

Molti festeggiamenti non sarebbero gli stessi senza un calice di vino o una lattina di birra. A volte capita anche che i nonni ci bagnino le labbra sin da piccoli tanto per sentire quanto il loro sapore sia orribile. Ma, crescendo, le cose cambiano. Secondo l’Osservatorio Permanente Giovani e Alcol, i ragazzi iniziano a bere a tredici o quattordici anni. E dai quindici in poi, aumentano le consumazioni consapevoli. Ma l’alcol è una delle tante dipendenze e, come tale, porta molti rischi. Come riportato dalla “Fondazione Umberto Veronesi”, gli alcolici possono causare cancro, sovrappeso e malattie del fegato. Ma i danni più rilevanti si verificano  se il loro abuso si verifica prima della maggiore età. Infatti si riscontrano, causati dall’etanolo, effetti negativi sullo sviluppo del cervello e problemi di memoria. Ma davanti a una serata alcolica in compagnia l’unico pensiero è: che c’è di male a bere un po’ il fine settimana? C’è la possibilità che quei cocktails diventino una dipendenza, portando ad altre abitudini come il binge drinking, nel quale i ragazzi mischiano varie bevande oppure bevono senza sosta più drink di seguito. Inoltre non ci sono rischi solamente legati alla salute, come è solito credere. Essere ubriachi rende le persone vulnerabili e, durante le sfide che comprendono il bere grandi quantità di alcol, potrebbero essere filmati e successivamente diventare vittime di cyberbullismo. Un alto rischio che si corre nell’abusare di questi drink, soprattutto dopo i diciott’anni, è il mettersi alla guida di automobili o moto completamente ubriachi. Questo causa, secondo i dati riportati dall’indagine dell’Eurispes-Enpam, circa ventimila decessi all’anno, mentre negli ultimi dieci anni i morti sono 435mila. Come detto da Emanuele Scafato, direttore dell’Osservatorio Nazionale Alcol dell’Istituto superiore di Sanità: “I ragazzi devono comprendere che i limiti esistono per non danneggiare la loro salute”. Per questo bisognerebbe aumentare i controlli sulla vendita di alcolici e coinvolgere i giovani in progetti con il fine di far capire l’importanza della propria salute, che ha la priorità sulla popolarità.

Aurora Camilli I Bsa

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