Una vita inghiottita da un pozzo

E’ stato trovato morto. Julen Rossellò aveva solo 2 anni. Mentre correva spensierato è caduto in un pozzo a Totalan , vicino Malaga, in Spagna. Ha sbattuto la testa ed è morto sul colpo. Ma questo terribile verdetto è giunto solo dopo diversi giorni. Infatti gli scavi della Brigada de Salvamento Minero con l’aiuto della Guardia Civil sono iniziati il 13 gennaio, giorno della caduta del bambino. Un’operazione molto rischiosa: la dimensione del tunnel era proibitiva, 100 metri di profondità e 25 centimetri di larghezza, così come il terreno franoso. Le possibilità di poter ritrovare Julen vivo tuttavia ha cancellato timori e stanchezza. Ma ogni giorno trascorso, ha spento le speranze già affievolite dal ritrovamento, durante le operazioni di soccorso, di rocce impenetrabili dalla trivella. Per recuperare il bambino alla fine sono state utilizzate 4 microcariche, l’ultima delle quali esplosa dopo mezzanotte del 25 gennaio tutte fatte brillare per costruire un tunnel parallelo visto che uno orizzontale avrebbe creato frane sotterranee e il prolungamento consequenziale delle ricerche. All’1:30 del 26 gennaio le squadre di ricerca sono riuscite a prelevare il corpo, purtroppo defunto, di Julen a 71 metri di profondità. I poveri genitori, José Roselló e Victoria García, avevano già subito un trauma del genere alcuni anni fa: il loro primogenito Oliver morì nel 2017 durante una passeggiata in spiaggia d’infarto. Il comune di Totalan ha proclamato un minuto di silenzio e tre giorni di lutto a partire dal 26 gennaio 2019. La guardia Civil ha mandato le sue più sincere condoglianze tramite un twit: “Disgraziatamente…nonostante tanti sforzi da parte di tanta gente, non è stato possibile…#RIPJulen” Guardia Civil.

Remo Toffoli 3Bsa

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