“NON E’ MAI MORTO NESSUNO PER LE LETTURE”: STORICAMENTE PROVATO

Pescara. Storico, musicista, giornalista e artista. In poche parole: Marco Patricelli. Lo storico pescarese di fama internazionale, autore di diversi saggi di storia contemporanea, ha incontrato i giovani del Liceo Scientifico Galileo Galilei per raccontare  “Il Volontario” (Ed. Laterza), una delle sue più importanti fatiche letterarie. Ma anche per parlare di altro.

 

Quali sono per lei le tecniche stilistiche più funzionali per rendere la lettura scorrevole, ma allo stesso tempo abbastanza articolata?

Farsi capire. Quando due persone parlano e uno non comprende, non è colpa di chi non comprende, ma di chi non si sa spiegare. Molto semplice. Diceva Montanelli “Questo è il vantaggio del giornalismo: il giornalista ha l’obbligo di farsi capire”. E questo vale per tutti, anche per i libri. Quando andrete all’università, secondo le varie discipline, scoprirete autori che voi leggete e capite ed altri autori che dovrete rileggere quattro volte prima di capire quello che dicono.

 

Perché, secondo lei, i giovani dovrebbero leggere i suoi libri?

No, dovrebbero leggere i libri. Potete vivere tranquillamente se non leggete un mio libro… Non avete scompensi, per cui non c’è una cura. Però leggete, scoprite il gusto di leggere. Leggete quello che vi piace.

 

C’è uno scrittore o un libro che l’ha ispirato o l’ha influenzato nella sua vita?

No, a me piace leggere perché trovo la lettura, contrariamente a quello che dite spesso “non ho tempo, non posso leggere” non si sa questo tempo… Un giorno scoprirete, io spero che qualcuno lo abbia già scoperto, comunque scoprirete che leggere è un piacere. E’ chiaro che non è un piacere se dovete leggere venti pagine di filosofia perché vi interrogano e avete la spada di Damocle sopra; però quando leggete per voi è una grande cosa. E poi serve anche per esprimersi meglio: si esprime meglio sia nella produzione orale sia in quella scritta colui che ha alle spalle tante letture. Non esiste altro metodo per essere bravi in italiano. Basta leggere quello che hanno già fatto. Un giorno voi scoprirete la grandezza di Dante, quando non sarete più ossessionati dall’ interrogazione. Perché oggi non si capisce “tutto questo italiano arcaico”. Lo sopportate perché lo dovete fare. Un giorno ne scoprirete la grandezza.

Secondo lei qual è il genere letterario che è destinato ad avere fortuna nei prossimi anni?

Io spero che non siano quelli che hanno avuto fortuna in questo presente: dai comici della TV, che scrivono libri inutili, a quelli che sollecitano pruderie, come “Cinquanta sfumature di vari colori”. Leggere i libri non fa male, non è mai morto nessuno per le letture: è storicamente provato.

Ciò che conta davvero, quindi, è leggere. La lettura è una fonte perpetua di           emozioni e conoscenza.

Leggete, scoprite il gusto di leggere. Leggete ciò che vi piace. Leggete per voi. Leggete per esprimervi meglio. Un giorno ne scoprirete la grandezza.

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marco patricelli

foto di copertina attinta dal quotidiano online Primadanoi

LUCIA ALAGNA

SARA SINISCALCHI

 

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