«La letteratura è entrare nel mondo del proibito»

Con questa affermazione Nadia Terranova, scrittrice messinese che con il romanzo Addio Fantasmi si è guadagnata la candidatura al premio Strega, ha ribaltato le convinzioni dei presenti alla sua ‘chiacchierata’ con gli alunni delle classi IV D e IV A scienze applicate, avvenuta mercoledì 13 febbraio alla presenza del signor Filippo Montefusco. Minuta, riflessiva, eppure decisa come sanno esserlo quei caratteri forgiati da un vissuto intenso (per sua stessa ammissione ha perso il padre da bambina e altre figure importanti nel corso della vita), Nadia è una di quelle pochissime autrici che scrive per adulti e per ragazzi.

«Non è corretto distinguere tra adulti e ragazzi: si può affrontare qualsiasi tematica perfino con i bambini. La differenza è nel registro che si adopera»

Come nel suo ultimo romanzo, che fondamentalmente parla a tutti, perché il tema è la scomparsa di una persona cara e la difficoltà di sopravvivere a questa mancanza fisica, emotiva, perfino nominale. Un evento che può colpire chiunque e che soprattutto nei giovani può produrre effetti dalle conseguenze drammatiche, perché parliamo di individui in formazione con ancora poche risorse per elaborare i ‘lutti’ che il nuovo sistema ci propone. Attraverso le pagine del suo libro, l’autrice ha spinto i ragazzi a riflettere, a formulare considerazioni, a mettersi in gioco, perché la lettura è sì un piacere ma è anche porsi domande.

«Leggere è scomodo» ripeteva a tratti la scrittrice, alludendo al ruolo del libro nel processo di scoperta della realtà in tutti i suoi molteplici aspetti. E allora scrivere diventa il mezzo per permettere all’iceberg di mostrarsi nella sua interezza, bella o brutta che sia, tenendo a bada i social che pure ci vogliono.

Tante le domande dei ragazzi sul mestiere della scrittura, alle quali l’autrice non si è sottratta, facendoli addentrare nella testa di uno scrittore o negli uffici di una casa editrice. E poi quelle più esplicative sui personaggi del suo libro, che sono diventati occasione di confronto e perfino di scontro. Perché la letteratura è anche questo: un corpo vivo e palpitante fatto di migliaia di altri esseri alla continua ricerca di senso. Allora occasioni come questa permettono davvero di aprire una finestra che guarda dall’interno verso l’esterno, verso il mondo. Perché, in fondo, come ha detto Nadia Terranova, «l’unica storia che uno scrittore può inventare è sempre la sua», è sempre una parte di sé che poi trasfigura e regala agli altri così da ritrovare un po’ di sé.

Auguro ai ragazzi di fare altri incontri così in futuro: impegnativi certo, perché la letteratura vera non si subisce passivamente, ma stimolanti.

«Non esistono libri per maschi o per femmine: esistono libri scritti da maschi o da femmine che possono essere o belli o brutti»

PROF.SSA FLAVIA FLORINDI

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