Reality Show: la realtà è ben altra

C’erano una volta gli sgobboni che andavano a dormire alle 3 di notte per studiare come pazzi fisica (o latino), al grido di “Cavolo, domani Tizio mi interroga!!!”. Oggi, se chiedi ad un ragazzo perché è andato a dormire tardi, ti dirà sempre “Eh professorè, non riuscivo a dormire” o scuse del genere. Al 99% delle volte ha guardato la televisione fino alle 23:30 e poi si è addormentato sul divano. Argomento di questo articolo sarà: Cosa avrà mai guardato?

C’erano una volta i giochi in televisione, con Mike Bongiorno ognissanto giovedì con il suo “Lascia o Raddoppia”, che calamitava la gente davanti al televisore. I bar restavano aperti e tutti, come mosche davanti ad una lampada a neon, a guardare l’italoamericano in televisione. Ad oggi, conosco solo una persona che ha sempre odiato Mike Bongiorno. Non faccio nomi altrimenti si offende. A partire dal duemila si diffonde in televisione un nuovo format, inventato in Inghilterra e Olanda sul finire degli anni ’90: il Reality Show, che però mostra TUTTO (liti, bestemmie e fatti personali dei concorrenti) meno che la realtà. Esempi celebri sono L’Isola dei Famosi e il Grande Fratello. Il primo va in onda in Italia (è infatti importato dall’Inghilterra) nel 2003, condotto da SuperSimo Ventura, che ha mantenuto il monopolio fino al 2010 (da allora, subentra Nicola Savino che almeno ha un Q.I. sufficiente per tale incarico). Nel 2012 la trasmissione viene soppressa dalla RAI sembra per problemi di budget, in realtà non piaceva a tanti Italiani (ecco perché la natalità è in calo!). Nel 2015 riparte, condotta da Alessia Marcuzzi, con in studio due grandi dotti provenienti dal gotha della televisione trash italiana: Alfonso Signorini (direttore di CHI – ho detto tutto) e  Mara Venier (che nel frattempo ha lasciato mamma RAI). Il programma consiste nell’abbandonare dei concorrenti provenienti dal mondo dello spettacolo – da cui il titolo “L’Isola dei Famosi”, anche se Aristide Malnati non l’ho mai sentito… – e lasciarli alla mercé di se stessi. Gira e rigira ne vengono cacciati tutti tranne uno, che diventa il vincitore e riceve un premio in denaro (forse per pagare il parrucchiere dopo tre mesi su un’isola deserta). Il secondo, che prende il nome dal capo dell’Oceania nel romanzo 1984 di George Orwell, va in onda in Italia dal 2000. Tra le tre conduttrici che ne hanno stretto le redini, due sono degne di nota: la celeberrima e osannata Barbara D’Urso (2003 – 2005) e Alessa Marcuzzi (dal 2006). Dal 2014 abbiamo inoltre in studio un altro celebre dotto, Cristiano Malgioglio. Il format è ispirato –come il titolo- al romanzo di Orwell: i concorrenti vengono fatti entrare in una casa (ampliata di edizione in edizione) blindata, dalla quale non possono uscire se non eliminati e non possono avere contatti con l’esterno. Vengono invece spiati da varie telecamere e all’interno possono fare quello che vogliono. Liti, turpiloqui e imprecazioni sono all’ordine del giorno. Sempre dal Nord Europa proviene un altro format di notevole idiozia che ha calamitato sempre più gente (principalmente ragazzi) davanti al teleschermo: i Talent Show. Consistono sostanzialmente in una carrellata di esibizioni davanti ad alcuni giurati. I concorrenti (solo pochi ne hanno davvero) mostrano il loro talento. Esempio lampante è Italia’s Got Talent. Condotto fino al 2013 da Maria De Filippi (la donna con la voce da uomo e la crusca nel cranio), Gerry Scotti e Rudy Zerby detto Zerbino. Dal 2014 la patata bollente passa a SKY con la conduzione di altri “maestri”: Luciana Littizzetto (non commento), Frank Matano (Youtuber… ho detto tutto), Nina Zilli (chi sarà mai?) e Claudio Bisio (quello di Benvenuti al Sud, per intenderci). Ad oggi, vorrei fare qualche riflessione. Mentre il Festival di Sanremo è risultato ancora, come ormai da anni, un programma da anziani (vinto da una band di sessantenni…), molti sono i programmi pronti a rubare la scena agli altri  e le ore di sonno agli studenti. E i produttori continuano a chiamare “Reality Show” i programmi che NON mostrano la realtà e “Talent Show” i programmi che NON mostrano talenti. Non si sa quale sarà la prossima frontiera. Si spera non la Clerici con “La prova del cuoco”…

Cordialmente vostro,

Pasqualino Di Natale

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