Spesso le più grandi inchieste iniziano casualmente, come appunto è iniziata la mia. Un pomeriggio, mentre navigavo in rete, mi è apparso un video riguardante la terra dei fuochi, conosciutissimo caso di inquinamento ambientale causato dalla presenza della Camorra nel territorio campano. La mia indagine ha avuto inizio da lì: ho cercato su internet i luoghi italiani con il maggior tasso di tumori causati da inquinamento e subito mi è balzato all’occhio un nome familiare: Broni.

Fin da piccolo ho alcuni amici provenienti proprio da Broni, una piccola località in Lombardia, e scoprire che è segnalata tra le aree dove c’è il maggiore tasso di tumori mi ha sorpreso e per questo ho deciso di vederci chiaro. Una volta contattati alcuni abitanti della zona, ho iniziato a chiedere se realmente questa cosa sia vera e la risposta è stata sconcertante: ogni persona a cui ho chiesto ha almeno avuto in famiglia un caso di tumore. Ho chiesto nello specifico ad un mio conoscente di lunga data, che non mi ha mai parlato di questa situazione drammatica. Mi ha rivelato che perso il padre proprio a causa di un tumore e che sua madre e sua sorella stanno tutt’ora combattendo il proprio. Quest’uomo, inoltre, mi ha detto una cosa che mi ha dato la risposta che stavo cercando: il padre lavorava in una fabbrica, la Fibronit, che produceva amianto. Tutto è stato chiaro. 

La Fibronit è stata un’azienda di amianto di grande successo, che dava lavoro durante gli anni del boom economico a moltissime persone, ma ad un costo molto elevato, quello della vita. Broni, infatti, è il paese con il maggior tasso di tumori per numero di abitanti in Italia, oltre che il paese con il maggior numero di malattie legate ai polmoni. Inoltre, risulta il paese con il maggior numero di tumori presenti in un singolo nucleo familiare: le mogli degli operai lavavano i vestiti sporchi di fibre di amianto, contaminando così i panni di tutta la famiglia.

La Fibronit era attiva fin dagli anni ’20 del Novecento, ma la produzione massiccia è stata avviata negli anni ’70 fino alla sua definitiva chiusura nel 1993. Questa chiusura tardiva rispetto ad altre industrie che producevano amianto (infatti la Eternit chiuse sette anni prima) ha fatto sì che il tasso di incidenza di malattie tumorali, secondo recenti stime, raggiungerà il suo picco nel 2025, causando tutt’ora molte morti nei soggetti nati agli anni ’90.

Fortunatamente la causa di queste morti è stata arrestata, ma nulla potrà mai riportare in vita le più di 700 vittime uccise ingiustamente e, soprattutto, ben poco potranno fare le persone che in questa cittadina scoprono di avere un tumore.

Vittorio Aceto

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