Anche lo sport scende in campo per la pace. Intorno alle 3 del mattino della notte del 24 febbraio ufficialmente la Russia inizia l’invasione per la conquista del territorio indipendente dell’Ucraina. Numerose sono state le sanzioni per lo stato russo, per cercare di controllare quello che nessuno si sarebbe aspettato. Di svariato tipo sono le sanzioni che non risparmiano neanche il mondo dello sport, dove si è cercato di escludere la Russia dalla maggior parte delle competizioni. In particolare dalle paralimpiadi invernali di Pechino, lo stato russo non potrà far gareggiare i propri atleti; il provvedimento è stato subito deliberato creando scontento negli atleti interessati.
Spostandosi invece nel calcio, a pagarne i danni non è la Russia, ma bensì l’Ucraina costretta a interrompere il campionato e a fermare il regolare proseguimento di allenamenti per società importanti in corsa per titoli europei. Invece resta ancora un’incognita su come evolverà la scelta del proseguimento delle partite per entrambe le nazionali in questione con l’imminente arrivo della fase finale di qualificazione ai mondiali che si disputeranno in Qatar. Questo discorso va utilizzato anche nel basket dove la squadra del Barcellona ha scelto di non dirigersi in Russia per disputare delle partite di eurolega contro Mosca e zenit di San Pietroburgo. Infine su questo delicato tema sono intervenuti anche importanti figure dello sport come Andriy Shevchenko e l’ex ferrarista Sebastian Vettel definendo questa guerra “senza senso”. E per questo sarebbe giusto non gareggiare o giocare contro o in un paese che ha scelto di iniziare una guerra.

MATTEO D’ONOFRIO

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