Era “l’astronauta dimenticato”, quello che rimase per quasi un giorno ad orbitare attorno alla Luna, mentre i suoi compagni, Armstrong e Aldrin, passeggiavano sul satellite. Michael Collins, l’uomo più lontano e isolato di sempre, rimasto sul Columbia a fare le manutenzioni necessarie, perdendo così la possibilità di allunare, per far sì che lui e i suoi colleghi potessero tornare sulla Terra. Si rassegnò a passare molte ore da solo, rinunciando al sogno di una vita, poiché era l’unico fra i tre a saper pilotare perfettamente il modulo di comando, e quindi l’unico a saper fare le manovre necessarie per recuperare gli altri astronauti. Di origini italiane, nato a Roma nel 1930, fu la persona che vide più lontano di tutti, ammirando la Luna in tutto il suo splendore e scrutando la vastità dell’universo, nel punto più lontano mai raggiunto da un uomo. Recuperando i due che tornavano dalla Luna, scattò una foto in cui era presente tutta l’umanità…. Tutta l’umanità, tranne lui. Come in una missione militare c’è chi si assicura della difesa dei mezzi, lasciando tutta la gloria a chi assalta, ma sapendo di essere indispensabile, così anche Collins rimase nell’ombra dei suoi compagni, che gli furono sempre riconoscenti per averli aspettati lassù.

Alessandro Melloni

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