Tutto è iniziato ormai più di un anno fa. Nei primi mesi del 2020 si accennava ad una sorta di virus proveniente dal territorio cinese, che stava invadendo tutto lo Stato. Nessuno qui da noi si era allarmato più di tanto. Era una situazione nuova e non eravamo abituati a notizie simili. Il Dpcm del 4 marzo 2020 ha arrivò a decretare la chiusura delle scuole superiori a causa di questo virus. All’inizio gli studenti eravano entusiasti all’idea di perdere qualche giorno di scuola. E magari saltare qualche verifica. I giorni, però, divennero settimane. E poi mesi. Arrivò la Didattica A Distanza, anche detta dad, l’unica soluzione possibile per la continuazione delle lezioni scolastiche. Un anno fa era una novità e anche se sembrava essere un po’ pesante, rimaneva  ancora un qualcosa da scoprire fino in fondo. E comunque temporanea. Ma poi è arrivato il lockdown e la situazione si è fatta sempre più complicata da gestire. Siamo rimasti chiusi in casa senza poter uscire, incontrarci, abbracciarci. Abbiamo eliminato ogni tipo di contatto umano con altre persone non appartenenti alla famiglia. Eppure rispetto a oggi, quella situazione era nettamente più facile da sopportare. Ora è come se fossi bloccata, non riesco a seguire le lezioni e non vedo l’ora torni l’estate per riuscire di nuovo a respirare. Eppure sono l’ultima persona a potersi lamentare di questa situazione: ho una bella casa più o meno in campagna e oltre a tre bellissimi cani, ho anche alcuni cavalli che non mi fanno mai sentire sola. L’unico momento in cui mi sento davvero felice in questo periodo è quando sono in sella. E’ come se staccassi la spina del mio cervello e per un attimo mi spuntassero le ali e spiccassi il volo. 

Eppure continuo a sentirmi soffocare. Ho sempre avuto dei problemi a concentrarmi e ora la situazione sta peggiorando. Quest’anno compio diciotto anni e probabilmente non potrò festeggiarli come alcuni dei miei amici che si sono visti far gli auguri in videochiamata. 

Non si possono fare feste. Niente gite. Un’adolescenza spazzata via. Sto perdendo la percezione del tempo, non capisco se stia passando troppo velocemente o se si sia fermato del tutto. Ma sono sicura che prima o poi questa situazione finirà. Riusciremo a stare di nuovo insieme in tranquillità senza doverci persino preoccuparci di un abbraccio. Eppure i segni di questo virus rimarranno sempre su di noi e chissà, magari quando diventeremo tutti più grandi e avremo una famiglia con dei figli, questa sarà solo una di quelle storie che si raccontano attorno al fuoco durante le feste. Magari ci scapperà anche una risata spensierata, che ci darà la prova di esserne usciti definitivamente.

Valentina D’Alessio

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